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Febbraio 2010

“Pop tribes still exist in 2010, but their forms are looser and broader than in the heyday of subcultures. Perhaps that’s because young people consume music in very different ways. Hardly anyone under 20 remembers pop culture before the internet, for example, when records had to be scrimped and saved for, rather than streamed or downloaded. Neither do they remember a time when their listening was limited to tracks they could hear on the radio, buy with their own pocket money, or receive from a friend on a scribbled-upon cassette. If you can only hear 10 songs, you’re more likely to go for 10 you’re sure you’ll like, and your cultural identity will reflect that. When you can listen to anything, any time, you’re less likely to hold tight to tribal loyalties.” —Jude Rogers, da From mod to emo: why pop tribes are still making a scene, sul Guardian.
Feb 27, 20100 notes
#Musica
Feb 27, 2010720 notes
#Roba da geek
“Lei accusa gli arbitri ogni volta che sbagliano contro la sua Inter (e questo succede), ma omette le volte che Quaresma o Adriano colpiscono la palla di braccio in area, l’uno a impedire l’attacco avversario, l’altro a fare un gol tanto decisivo quanto grottesco.
Gli arbitri sbagliano. È il calcio, L’anno scorso, che pure eravate i più forti, hanno sbagliato alla grandissima a vostro favore, più ancora di quanto avessero sbagliato a favore della Juve in un anno in cui sbagliarono tanto a favore della Juve (Peruzzi che para oltre la linea, Deschamps che butta giù un romanista in area di rigore, Ciro Ferrara che tira fuori una palla che aveva superato la linea di un metro e mezzo). Così è. Così è il calcio. Non c’è vergogna a fare il calcio, non c’è vergogna a prendere i soldi del calcio come Lei li prende a iosa e meritatamente. Solo che per quel che è della Sua avventura in Italia, Lei ha avuto una fortuna. Una grandissima fortuna. Che fosse stata distrutta la Juve, la Juve di Umberto Agnelli e Luciano Moggi. Calciopoli non c’entra un beato cazzo. Auguri, mister.”
—Giampiero Mughini a Mourinho su Libero, via Ju29ro.com (perché non disponibile in rete nell’originale).
Feb 27, 2010-1 notes
#Juve
The comic books that brainwash North Koreans → globalpost.com

E fossero solo i fumetti. Via Sarah Weinman su Twitter.

Feb 26, 2010-1 notes
#Fumetti
The Final Word From AnonBestman and @newlywedsontjob → iamstaggered.com

Triste dirlo, ma è la fine (con un anticlimax, oltretutto) di uno dei più divertenti usi di Twitter di sempre.

Feb 26, 2010-1 notes
#Roba da geek
“[L]e caratteristiche stesse della Rete, e soprattutto i numeri in gioco, negano qualunque possibilità pratica di filtraggio preventivo o controllo dei contenuti da parte del fornitore del servizio. Gli utenti pubblicano ogni giorno molti più video di quanti Google ne possa esaminare e valutare (su Youtube vengono pubblicate venti ore di video ogni minuto) e immettono in Rete molti più post di quanti Facebook ne possa controllare. Ci vorrebbe un esercito di sorveglianti: e chi li paga? E chi controlla il loro operato? Proprio per questo la legge si basa (non solo in Italia) sull’idea della non responsabilità dei meri “prestatori di servizio”. E la legge non è cambiata nottetempo, per cui per ora le cose stanno come prima. Cosa più interessante, quand’anche si cambiasse la legge, ci sarebbe il problema tecnico non banale di impedire l’accesso dall’Italia a Youtube, Facebook, Vimeo e tutti i servizi analoghi, compresi i blog. Significherebbe far precipitare l’Italia ai livelli dell’Afghanistan, isolandola dal resto del mondo. Uno scenario un tantino irrealistico, visto che ci sono di mezzo un bel po’ di soldi (l’oscuramento di Youtube e simili causerebbe un crollo dell’uso di Internet in Italia e ridurrebbe il fatturato degli operatori telefonici), per cui è decisamente prematuro impanicarsi paventando censure imminenti. Il problema è che leggo commenti di politici secondo i quali invece una censura preventiva sarebbe tecnicamente fattibile e soprattutto sarebbe cosa buona e giusta. Per parafrasare un detto un po’ scurrile, siamo tutti sysadmin con il router degli altri. [Ma a]spettare di conoscere i fatti prima di rigurgitare slogan non sembra essere granché di moda. Ne riparliamo quando saranno pubblicate le motivazioni.” —Paolo Attivissimo
Feb 26, 2010-1 notes
“Oggi, il New York Times accusa Silvio Berlusconi di voler ostacolare il web per avvantaggiare le televisioni, e leva alti lai contro la presunta censura della Rete in atto in Italia. Ora, posto che questo governo ha avanzato in materia di interwebz proposte che mi lasciano perplesso nel migliore dei casi, vorrei capire una cosa su Google. La stessa Google che ha accettato per tre anni di farsi censurare dal governo cinese - anche se qualche giorno fa ha sostenuto di voler ridiscutere gli accordi con Pechino - ora grida all’attentato alla libertà d’espressione per una sentenza, che, giusta o sbagliata, è stata emessa da un tribunale di uno stato di diritto. È curiosa tutta questa parossistica indignazione da parte dell’azienda americana, dal momento che in passato Google ha rimosso dal suo motore di ricerca siti che criticavano l’Islam, o per esempio i video del giornalista egiziano Wael Abbas, attivista per i diritti umani che mostravano scene di brutali pestaggi della polizia egiziana. Nel 2006 la Thailandia oscurò molti video su YouTube giudicati offensivi, e nel 2007 la Turchia censurò YouTube a causa di video ritenuti denigratori del padre della patria, Mustafà Kemal Ataturk. Tempo fa Google rimosse un video del comico inglese Pat Condell, un ateo mangiapreti/imam/rabbini che pare faccia la felicità di Richard Dawkins. […] Insomma: Google fa un po’ come cazzo gli pare, tanto che gli frega, ha il monopolio. E non ricordo di aver letto editoriali sdegnati del New York Times in proposito.” —London Alcatraz: Le mani sull’Interwebz
Feb 26, 20100 notes
Feb 26, 2010-1 notes
Feb 24, 2010-1 notes
#Cinema
Feb 24, 20100 notes
#Cuba #Piccoli dettagli che non devono intralciare la retorica progressista
Feb 24, 20100 notes
Feb 24, 2010423 notes
#Roba da geek
Feb 23, 2010-1 notes
#Occhi pallati
Feb 23, 20100 notes
Feb 22, 20100 notes
Feb 22, 20100 notes
Play
Feb 21, 20108 notes
#Cinema #Supereroi
“Christian-bashing is the dullest, most predictable sport known to man. The only people interested in doing it are people who were raised as Christians and want to piss off their step-dads now that they’re in their teens. Christianity has become so targeted over the last forty years that I actually think it’s more interesting to defend it and possibly explore what’s made it such a potent force in the world for the last twenty centuries. This liberal white guilt complex that’s set in motion against Christianity just falls completely flat when faced with the really simple, basic fundamentals of what Christianity is all about.” —Mark Millar
Feb 21, 2010-1 notes
Play
Feb 21, 2010-1 notes
#Cinema
Feb 20, 20100 notes
#Letteratura
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